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È l’Amore che rende belli

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“Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.  In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo  per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità” (Ef 1,3-4) Oggi contempliamo la bellezza di Maria, dimora che Dio si è scelta per assumere la nostra condizione umana. È immacolata, vale a dire “adatta” ad essere abitata da null’altro che dall’Amore. È colei che gode in “anteprima” il frutto della salvezza e della redenzione di Cristo a cui tutti siamo chiamati. Perché tutti siamo scelti in Cristo “per essere santi e immacolati di fronte a Dio nella carità”. Insomma, il Creatore ci vede e ci vuole belli, anche se noi, onestamente, vediamo tutta la nostra deformità. Per questo invia suo Figlio,  Salvatore: per restituirci la bellezza perduta. Maria immacolata è perciò, per noi pellegrini sulla terra, “segno di sicura speranza e di consolazione”. Anche se deformi, possiamo specchiarci ...

Vent'anni... e posso ricominciare!

Venti anni! Osservo la catenina d'oro appesa al collo e non mi vien da credere! A D. Sandro  Novello  Sacerdote  con affetto  D.B.N. 25-9-93 Dall'altra parte il volto di Gesù crocifisso. Si tratta dell'unico regalo di ordinazione non andato disperso, l'unico da cui non mi sono mai separato. Dono prezioso del mio vecchio parroco che mi ha aperto la porta della fede battezzandomi e mi ha accompagnato fino ad essere prete. Sono smemorato: che fortuna! Se uno mi chiedesse: "Che cosa hai combinato in venti anni? Raccontati". La risposta che mi verrebbe spontanea, senza falsa modestia, ora è: "Niente. Non saprei che dire...". Beh, forse non mi carico di un ulteriore peccato sciorinando un elenco di non so quali risultati con la presunzione di aver fatto qualcosa di buono... Le parole di Esdra, nella prima lettura della liturgia odierna, dicono invece ciò che provo davvero: "Mio Dio, sono confuso, ho vergogna di alzare la faccia vers...

Un sorriso che fa tremare il male...

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La sera di 20 anni fa esatti, nel giorno del suo 56° compleanno, mentre si apprestava ad aprire il portone del condominio dove abitava, Padre Pino Puglisi fu ucciso con un colpo alla nuca dal killer della mafia Salvatore Grigoli. Era con lui un altro uomo della mafia, Spatuzza. Nella sua prima dichiarazione spontanea, dopo l'arresto nel 1997, Grigoli, ricostruendo le fasi del delitto ha raccontato dello Spatuzza che si avvicina a Padre Pino mettendo mano al suo borsello: "Padre, questa è una rapina". Continua Grigoli: "Lui si girò, lo guardò, sorrise - una cosa, questa, che non posso dimenticare, che non ci ho dormito la notte - e disse: 'Me l'aspettavo'. Non si era accorto di me, che ero alle sue spalle. Io allora gli sparai un colpo alla nuca". Dieci giorni dopo, io diventavo prete: Padre Pino Puglisi, 3P per gli amici, da allora in poi è diventato il mio punto di riferimento a cui guardare. Padre Pino Puglisi, riconosciuto martire, è stato...

La medicina del cuore

E' il terreno che fa la differenza. E il terreno è il cuore. E il cuore ha bisogno di cure. La Parola è la medicina del cuore. E Gesù è la Parola fatta carne. «Gesù! Sei il medico di cui ho bisogno!». Dal vangelo secondo Matteo (Mt 13, 18-23) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:  «Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta...

«Il seminatore uscì a seminare»

Nell'ultimo "cinguettio" su twitter dal Brasile papa Francesco scrive: «Cari giovani, Cristo ha fiducia in voi e vi affida la sua stessa missione: Andate, fate discepoli #Rio2013 #JMJ"». E' la missione del seminatore! Seminare: ecco ciò che non si deve mai smettere di fare! Seminare è voce del verbo "sperare". Senza seme e senza seminatori non ci sono nè futuro nè speranza. E tra i semi più preziosi, anzi, il più prezioso dei semi, è la Parola! ... Cercasi seminatori! Mt 13,1-9 Dal Vangelo secondo Matteo Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia. Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. ...

Il nutrimento che sazia

Quella dei farisei è una religione che lega, ma non nutre. E' Gesù che finalmente dà ristoro, percepisce la "fame", il bisogno di cibo dell'altro. Quei chicchi di frumento, di cui i discepoli si nutrono, alludono a Gesù che si fa "pane di vita" per "saziare" la fame di misericordia che alberga nelle viscere di ogni persona. «... Dacci oggi il nostro pane quotidiano...». Dal vangelo secondo Matteo (Mt 12, 1-8). In quel tempo, Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato».  Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nell...

«Dammi qualche sberla...»

I prodigi del Signore conseguono il loro effetto quando "producono" la conversione: quando fanno dell'uomo dal cuore indurito una "nuova creatura". L'essere nuova creatura è, dunque, il vero miracolo! «Ti prego, Signore, abbi ancora pazienza con me! Il mio cuore "sclerotizzato" non ha ancora reagito bene alla "terapia intensiva" del tuo amore compassionevole! Continua a versare, come buon samaritano, l'olio della consolazione e il vino della speranza sulle mie ferite! Tu, in fondo, come ogni buon medico, desideri salvarmi! Ma accetto il tuo "guai!", perché non puoi sopportare il mio restare inerte di fronte a tanto amore! Signore: continua a scuotermi, dammi qualche sberla se è necessaria! Amen». Dal vangelo secondo Matteo (Mt 11, 20-24). In quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite:  «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Bet...

Primo: ascoltare!

Festa di San Benedetto da Norcia, padre del monachesimo occidentale e patrono d'Europa. La regola che egli ha scritto per i suoi monaci inizia con le seguenti parole: «Ascolta, figlio mio, gli insegnamenti del maestro e apri docilmente il tuo cuore; accogli volentieri i consigli ispirati dal suo amore paterno e mettili in pratica con impegno». Oggi, dunque, proviamo a vivere il primato dell' ascolto di ogni persona, prestando attenzione al sussurro della voce di Dio che vi si può nascondere. E infine la preghiera: "Concedi a noi, o Dio, di non anteporre nulla all'amore del Cristo e di correre con cuore libero e ardente nella via dei tuoi precetti". Dal vangelo secondo Matteo (Mt 19,27-29). In quel tempo, Pietro, disse a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?».  E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rig...

Un "contatto" che contagia vita!

Papa Francesco, nell'ora in cui scrivo in viaggio per Lampedusa, si reca in quest'isola per "toccare" la carne di Cristo nei disperati che vanno in cerca di pane, e nello stesso tempo va lì per "toccare" come fa Gesù e ridare speranza all'uomo ferito e con gli occhi spenti. È testimone di quella gioia che fiorisce dalla gratuità dell'incontro, di cui ha parlato sabato ai seminaristi e novizi. La donna del vangelo "tocca" il lembo del mantello di Gesù e ricomincia a vivere! Gesù "tocca" la fanciulla morta prendendola per mano e questa rivive! Credo che anche noi oggi possiamo provare a vivere così: toccare e lasciarci toccare. A volte saremo noi a toccare Cristo nell'altro, altre volte potremmo essere noi a prestare le mani a Cristo perché altri sperimentino l'essere da Lui toccati. Troppo difficile? Proviamoci!  VANGELO Mt 9,18-26 Dal Vangelo secondo Matteo I n quel tempo, [mentre Gesù parlava,] giunse uno dei capi, gli si...

A tavola con il Signore!

Sai, Gesù, cosa mi hai fatto pensare stamattina? Che è bello che tu siedi a mensa con me, peccatore. Non ho la minima presunzione di credermi un sano che non ha bisogno del medico. Tu lo sai, Signore, che non sono degno di partecipare alla tua mensa, ma dì soltanto una parola ed io sarò guarito! Dal vangelo secondo Matteo (Mt 9, 9-13) In quel tempo, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».  Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».

«Coraggio, figlio...»

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Chi di noi oggi può dire di non aver bisogno di tali parole? Essere guariti dalla paralisi, rimessi in piedi, resi capaci di camminare ancora... "Alzati e cammina". Grazie, Gesù, perché non mi squalifichi dalla gara della vita, ma sempre mi dai un nuovo "start!". Dal vangelo secondo Matteo (Mt 9, 1-8) In quel tempo, salito su una barca, Gesù passò all'altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portavano un paralitico disteso su un letto. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati».  Allora alcuni scribi dissero fra sé: «Costui bestemmia». Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: «Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore? Che cosa infatti è più facile: dire “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ma, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati: Àlzati – disse allora al paralitico –, prendi il tuo letto e va’ a casa tu...

Ferite da "toccare"

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Festa di S. Tommaso Apostolo. Suggestive le parole di San Gregorio Magno a commento del vangelo odierno: "Venne ancora il Signore e al discepolo incredulo offrì il costato da toccare, mostrò le mani e, indicando la cicatrice delle sue ferite, guarì quella della sua incredulità": e ancora: "La clemenza del Signore ha agito in modo meraviglioso, poiché quel discepolo, con i suoi dubbi, mentre nel suo maestro toccava le ferite del corpo, guariva in noi le ferite dell'incredulità". Dammi Signore oggi fede forte e carità grande per riconoscere e "toccare" le tue ferite nelle persone e nelle situazioni che incontrerò o di cui verrò a conoscenza. Di fronte ad essere possa anch'io esclamare: "Mio Signore e mio Dio!". Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20, 24-29). Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nel...

Con Cristo non perdiamo nulla!

Gesù non è uno dei tanti, non è un'opzione tra mille possibili. Se lo incontri davvero e ti lasci prendere da Lui, ti conquista fin nelle fibre più profonde del tuo essere. E non temi di perdere niente, perché tutto ritrovi in Lui. Esattamente come ha scritto su twitter papa Francesco sabato scorso: «Impariamo a “perdere” la vita per Cristo, secondo la logica del dono, del sacrificio. Con Cristo non perdiamo nulla!». Dal vangelo secondo Matteo (Mt 8, 18-22) In quel tempo, vedendo la folla attorno a sé, Gesù ordinò di passare all'altra riva.  Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: «Maestro, ti seguirò dovunque tu vada». Gli rispose Gesù: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».  E un altro dei suoi discepoli gli disse: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Ma Gesù gli rispose: «Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti». 

Una "chiave" anche per noi

Festa degli Apostoli Pietro e Paolo. Suggestive le parole di Sant'Agostino nel dare una spiegazione del "legare e sciogliere" che Gesù affida a Pietro. Lo fa in riferimento al triplice rinnegamento dell'Apostolo a cui corrisponde la triplice domanda di Gesù: "Simone... mi ami più di costoro?" (Gv 21,16): «Non rattristarti, o apostolo. Rispondi una prima, una seconda, una terza volta. Vinca tre volte nell'amore la testimonianza, come la presunzione è stata vinta tre volte dal timore. Deve essere sciolto tre volte ciò che hai legato tre volte. Sciogli per mezzo dell'amore ciò che avevi legato per timore» (S.Agostino, dal Dicorso n. 295 ).  In queste parole c'è una "chiave" anche per noi! Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 16, 13-19). In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa...

Tu, Signore, non ami le chiacchiere da salotto...

Mi sono scoperto, nel momento in cui scrivo, ad aver già più volte detto da quando mi sono svegliato: "Signore, Signore"... Ebbene, caro Gesù, tu non ami una lingua adulatrice. Con gli adulatori non ci vai tenero, non li sopporti proprio: "Non vi ho mai conosciuti...". So, Signore, che non posso rivendicare nulla davanti a te a titolo di conquista della salvezza: non è un premio a punti; ma posso ancora una volta decidermi a fondare sulla roccia della tua Parola la mia vita, a partire da adesso. Solo così io ti conoscerò davvero e tu mi riconoscerai. Signore, mi piaci! Perché non sei un tipo da chiacchiere salottiere, ma di sostanza!  Dal vangelo secondo Matteo (Mt 7, 21-29) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:  «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome no...

Ritorno alla terra...

Estate: tempo di raccolta. Mio fratello più piccolo, l'unico che in famiglia non ha abbandonato l'antico  e affascinante mestiere di coltivare la terra, qualche giorno fa mi ha condotto a visitare colture le cui piante non avevo mai viste: lenticchie e ceci. Me ne ha mostrato i fiori e i piccoli baccelli che contengono i semi ancora embrionali. E' proprio vero: dai frutti si riconoscono le piante. E pensavo al nostro tempo moderno: lo stile di vita urbano ha fatto perdere la capacità di riconoscere "gli alberi" e di distinguerli tra i buoni e i cattivi. E questa difficoltà si estende da ciò che nutre il corpo a ciò che alimenta l'anima. L'appetito non è diminuito, ma il rischio di allungare la mano verso qualche frutto avvelenato è aumentato. Nel "supermercato" della vita è ampia la gamma di prodotti disponibili e allettanti, ma non tutti fanno bene alla "salute". Ecco allora tornarmi in mente le parole di papa Francesco all'Angelu...

"Facilitatori" della crescita

Una festa! Un bambino che nasce è una festa! "Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio!" (Sal 138,14).  Una madre, un padre, un bambino. Vicini e parenti che fanno visita e si congratulano. "Che nome avete scelto?". Già da come i genitori sono concordi nel chiamarlo, stranamente senza litigare tra loro, si capisce che è un bambino che esce fuori dagli schemi abituali. Si intuisce che ha una missione speciale da compiere. C'è, evidentemente, la mano di Dio. Egli avrà un compito unico: papà e mamma sono consapevoli di dover lasciar fare al Signore. L'unica cosa che hanno il compito di fare è "facilitare" il suo crescere e fortificarsi nello spirito. Giovanni è niente meno che il precursore del Signore Gesù, colui che ne prepara la strada. Credo che sia utile pensarsi l'essere padri e madri oggi in maniera simile: superare l'angoscia genitoriale affidando alla mano di Dio il percorso di vita dei figli. Genitori non che rendono la vita fa...

Domande da non evadere

Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua.   Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. (Lc 9,23-24). Non una via per pochi eletti: "se qualcuno vuole..." riguarda chiunque voglia dirsi ed essere suo discepolo. Come posso oggi vivere il mio "rinnegare se stesso"? Quale la mia croce da caricare sulle spalle? Come e dove "perdere la propria vita" per causa sua? Non posso evadere queste domande se voglio ancora fregiarmi del titolo di "cristiano" ... Stasera vedrò di tirare qualche bilancio, ma so già che dovrò prepararmi a ricominciare... Sempre ricominciare a seguirLo... Grazie, Gesù, perché non ti stanchi mai di me!

Braccia aperte e mani alzate

Braccia aperte e mani alzate. Il "Padre nostro" si prega anche con il corpo. Lo si prega con tutto se stessi. E' una preghiera che spalanca il cielo e lo rovescia sulla terra: "come in cielo così in terra". Mani tese: verso il Padre e verso i fratelli... E' una preghiera che mette in circolo "linfa divina" e impedisce alla vita di inaridire. Pensi di avere poco tempo per pregare? Gesù ci semplifica enormemente la vita: niente fiato sprecato. Basterebbe il "Padre nostro", recitato con le labbra e cantato con la vita! Dal vangelo secondo Matteo (Mt 6, 7-15). In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:  «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome,  venga il tuo regno, si...

Ripartire dal "segreto del cuore"

"L`uomo guarda l`apparenza, il Signore guarda il cuore" (1Sam 12,7). Questa parola del Signore, rivolta a Samuele dinanzi a un ragazzino destinato a diventare il grande re Davide, mi è venuta in mente leggendo il vangelo di oggi. E' impressa nella mia memoria fin da bambino, all'età in cui frequentavo il catechismo. L'ho sempre sentita come un appello ad essere "veri" dentro. Oggi voglio di nuovo puntare a partire dal "segreto del cuore", laddove sono nudo davanti al Signore... Il resto è dettaglio. Dal vangelo secondo Matteo (Mt 6, 1-6. 16-18). In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:  «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.  Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi...