Liberazione dalla dittatura dell'io: l'umiltà


L'umiltà salva da tanti guai in cui ci si può cacciare per presunzione! La presunzione è uno sguardo che non sa mirare al cuore né proprio né degli altri. E' "liberazione" del cuore dalla "dittatura" dell'io. La preghiera del pubblicano è detta anche - dalla tradizione cristiana - "preghiera del cuore". E' il medesimo grido che il cieco di Gerico (cap. 10 del vangelo di Marco) rivolge a Gesù che passa. Nei Racconti di un pellegrino russo (il testo è disponibile per il download QUI) il protagonista, un monaco, ripete migliaia di volte al giorno, al ritmo del respiro e del battito del cuore, la preghiera: "Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me peccatore". Proviamo a ripeterla, più volte al giorno (non dico migliaia!) e scopriremo con sorpresa che ci farà bene... al cuore.


Dal vangelo secondo Luca (Lc 18, 9-14).
In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: 
«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. 
Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”. 
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. 
Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato». 

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