Testimoni... non di un fantasma
Il "fantasma" viene dal mondo dei morti e ad esso appartiene. Come spiega bene Benedetto XVI (Gesù di Nazareth. Dall'ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione, Libreria Editrice Vaticana, Città del vaticano 2011, p. 298): "Gesù invece non viene dal mondo dei morti - quel mondo che Egli si è lasciato definitivamente alle spalle - ma al contrario, viene proprio dal mondo della pura vita, viene da Dio come il realmente Vivente che è, Egli stesso, fonte della vita. Luca mette in risalto in maniera drastica il contrasto con uno 'spirito', raccontando che Gesù ai discepoli ancora perplessi avrebbe chiesto qualche cosa da mangiare e poi, davanti ai loro occhi, avrebbe mangiato un pezzo di pesce arrostito".
Il "cambiamento" avvenuto con la risurrezione non è il passaggio dal reale al surreale, ma il passaggio dal livello del sensibile al livello più profondo del reale e dell'essere.
Quindi con la risurrezione di Cristo tutto cambia! Cambia la nostra prospettiva sulla vita, sulla storia, sugli accadimenti quotidiani... Dice S. Paolo (Rom 6,8-9): "Se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo, risorto dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui".
Questo ci permette di affrontare il "reale" con una incredibile carica di speranza e ... di questo noi siamo testimoni!
Dal vangelo secondo Luca (Lc 24, 35-48)
In quel tempo, i discepoli [di Emmaus] riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Allora aprì loro la mente all'intelligenza delle Scritture e disse: «Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».
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